martedì 24 novembre 2009

LA SPINOSA "QUESTIONE UCRAINA" - UN'EPIDEMIA FUORI DALLO STANDARD


Christophe BoillaudQuesto articolo è stato realizzato in collaborazione con Christophe Boillaud (nella foto) che mi ha permesso di avere accesso a preziose informazioni riguaranti l'emergenza in Ucraina.
A Christophe il mio ringraziamento per il prezioso aiuto fornitomi anche in altre occasioni.



L'Ucraina ha dichiarato, il 30 ottobre scorso, lo stato di emergenza nazionale a causa dell'epidemia da virus A (H1N1) 2009. Sono stati scoperti focolai in tre province dell'Ucraina occidentale (Lviv, Ternopil, Ivano-Frankivsk). Anche le regioni di Vinnytsia, Volhynie, Transcarpathie, Khmelnytskyï, Tchernivtsi, Rivne, Odessa, Donetsk, Poltava, Zaporijjia, Tchernihiv, Jytomyr, Mykolaïv, Soumy, Kiev, e la stessa città di Kiev (la regione e la città rappresentano unità amministrative distinte ed i dati sull'epidemia sono stati inseriti in due distinte statistiche) sono state colpite dal virus nel corso delle prime due settimane di novembre.

Ad oggi, come riferisce lo stesso Ministero della Sanità ucraino (MOZ), l'epidemia, che ha toccato 27 distretti amministrativi, si è estesa ormai a tutto il territorio dell'Ucraina. Molte le vittime registrate nelle regioni di Dnipropetrovsk, Kirovohrad, Luhansk e nella città di Sebastopoli.

Sulla base delle indiscrezioni raccolte, l’epidemia sarebbe causata da un "mix" tra virus influenzali stagionali e quello dell'influenza pandemica A (H1N1) 2009. Gli epidemiologi locali sottolineano che la maggior parte dei decessi riguarda persone che si sarebbero sottoposte tardivamente alle cure mediche.

Alla data del 20 novembre i dati ufficiali del locale Ministero della Sanità (cfr. MOZ, http://www.moz.gov.ua) erano i seguenti:

  • 354 i decessi secondo il seguente andamento (344 le vittime al 19 novembre, 328 al 18, 315 al 17, 299 al 16, 213 alla data del 12 novembre).

  • 1 540 514 contagi secondo il seguente andamento (1 502 345 al 19 novembre, 1 457 564 al 18, 1 400 999 al 17, 1 364 939 al 16, 1 192 481 alla data del 12 novembre).

  • 258 pazienti in terapia intensiva 40 dei quali richiederebbero cure di elevata specializzazione ed il ricorso alla respirazione assistita.

Il locale Ministero della Sanità ha inoltre confermato che, dall'inizio dell'epidemia sarebbero stati ricoverati in ospedale 1649 medici ed operatori sanitari; 13 di loro sarebbero deceduti.

Il governo ucraino ha introdotto una serie di misure di qurantena e contenimento dell'epidemia:

Sono stati scoraggiati i raduni e gli assembramenti ed alcune manifestazioni sono state annullate.
Sono state introdotte misure di profilassi e rafforzati i controlli negli aeroporti, stazioni ferroviarie, metro, mezzi pubblici, mercati, imprese, istituti di ristorazione, negozi.

Verranno anche fatti numerosi controlli, soprattutto per evitrare la speculazione ed ingiustificati aumenti di prezzo di farmaci ed altri beni di prima necessità.

Molte sono anche le voci riguardanti possibili mutazioni ed interazioni del virus pandemico con altri virus stagionali attualmente già in circolazione in Ucraina, a causa delle temperature più fredde.

L'OMS e l'Italia stanno seguendo con attenzione l'evoluzione dell'epidemia in Ucraina, perchè il clima notoriamente più freddo anticiperebbe in quella regione le condizioni che potremmo avere alle nostre latitudini durante l'inverno.

In seguito alle dichiarazioni ufficiali dell'OMS circa il riscontro di mutazioni del virus pandemico in Norvegia, Il dottor Henry Niman ha confermato che la stessa mutazione è stata trovata più volte in Ucraina.

I medici locali hanno parlato di un sorprendente numero di decessi per polmonite primaria e conseguente emorragia polmonare; sono state riscontrate nei pazienti più gravi ampie zone di tessuto polmonare necrotizzate.

Tali effetti parrebbero essere imputabili ad un virus più aggressivo rispetto al pandemico A (H1N1) 2009.

Le voci insistenti di un possibile "shift" antigenico avvenuto in Ucraina, non trovano, per ora, nessuna conferma, però si parla insistentemente di mutazioni di un singolo nucleotide "drift" descritte come: D225G, D225N, e D225E.

In seguito a queste notizie, comparse anche sul New York Times, sono stati resi noti i risultati delle sequenze genetiche dei 10 campioni prelevati da pazienti diversi in Ucraina: quattro di questi campioni (tre prelavati dai polmoni ed uno dalla gola) hanno evidenziato una mutazione a livello di un aminoacido, il D225G, presente nell'emoaglutinina.

Qui sorge il problema: il dottor Niman ha confermato che la mutazione al livello della posizione D225G (da alcuni chiamata "222", ma la mutazione è la medesima, a cambiare è il sistema di numerazione) era presente anche nel virus H1N1 che causò l'epidemia di Spagnola nelgli anni 1918-19. In seguito a queste dichiarazioni del celebre virologo ed epidemiologo dottor Henry Niman, l’OMS ed il CDC hanno cercato di minimizzare le conseguenze della mutazione, affermando che si tratterebbe solo di un "drift" secondario, ma questo non basta al dottor Niman, che è un convinto assertore della importanza e della pericolosità della mutazione evidenziata.

Chi avrà ragione? E' presto per sbilanciarsi. Occorrerà effettuare nuovi ed accurati studi sul caso specifico evalutare la diffusione della mutazione riscontrata. Per questo l'OMS ed il CDC hanno richiesto la piena collaborazione dell'Ucraina a fornire ulteriori campioni da analizzare.

Vi terremo costantemente aggiornati sull'evoluzione della situazione.

OMS: QUARTA MUTAZIONE SCOPERTA IN NORVEGIA.


GINEVRA - Quartier Generale OMS - Giunge oggi la conferma dal quartier generale dell'OMS del quarto caso di mutazione del virus A (H1N1)v 2009 riscontrato in Norvegia.

L'Organizzazione Mondiale della Sanità, sta monitorando da vicino tutte le segnalazioni di mutazione del virus per cercare di stabilire se vi sia un legame tra questo fenomeno ed alcuni tra i casi più gravidi malattia.

Il portavoce dell'OMS dott. Thomas Abraham ha dichiarato oggi: "E' una questione importante che dobbiamo studiare. Stiamo cercando di capire, con l'aiuto dei laboratori della nostra rete di collaborazione, le caratteristiche cliniche ed epidemiologiche associate a questa mutazione. Questo ci consentirà di sapere se è associata in modo particolare a casi severi"

Gli studi proseguono, ma per ora la versione ufficiale dell'OMS è che: "il vaccino resta efficace così come l'oseltamivir".

OMS: PERICOLO MUTAZIONI, ALLERTA PER MIX H1N1-AVIARIA


In questo articolo riprendiamo un allerta lanciato dall'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) affinchè, a scopo preventivo, si proceda ad una attenta sorveglianza delle zone dove sono attivi focolai di influenza aviaria, determinata dal virus H5N1, con lo scopo di individuare prontamente una probabile, ma non certa, ricombinazione tra i virus dell'influenza pandemica A (H1N1) 2009 e quello dell'aviaria H5N1.

Questo fenomeno rientra tra le mutazioni possibili (cfr. APPROFONDIMENTI SCIENTIFICI: SPIEGHIAMO MEGLIO IL CONCETTO DI MUTAZIONE DI UN VIRUS) e si configurerebbe come "shift" antigenico.

Il dottor Shin Young-Soo (nella fotografia), direttore dell'Ufficio regionale Oms Ovest Pacifico, segnala la presenza di focolai di influenza aviaria focolai di aviaria in Egitto, Indonesia, Thailandia e Vietnam e raccomanda di monitorare attentamente i campioni sierologici provenienti dalle zone in cui l'influenza aviaria è endemica, per scongiurare l'eventualità che si possa generare un "mix" tra i virus potenzialmente più pericoloso. Il dottor Shin Young-Soo ha dichiarato pubblicamente: "Non sappiamo se accadrà, ma siamo consapevoli del rischio e siamo in allerta".

lunedì 23 novembre 2009

INFLUENZA "A" - 76 LE VITTIME UFFICIALI SECONDO IL MINISTERO


Il Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali, con il comunicato stampa n. 526 del 23 novembre 2009 dichiara che "le vittime correlate alla nuova influenza A sono 76. Tale numero comprende i casi per i quali le autorità sanitarie regionali hanno confermato l’accertamento dell’infezione da nuovo virus A/H1N1. Tutti i soggetti tranne tre, presentavano gravi patologie pregresse. Notizie di un numero maggiore di casi si riferiscono a pazienti deceduti per i quali viene posto il sospetto che abbiano avuto tale infezione, ma i risultati delle per la conferma sono indagini di laboratorio ancora in corso. "

Nonostante questa precisazione, i media più accreditati (AGENZIA ANSA) hanno battuto oggi notizia di altri 3 decessi in Puglia per un totale nella regione di 8 vittime; il Ministero ne riconosce soltanto 2.

E' evidente che il numero dei decessi comunicato dai media si sta allontanando sempre più, giorno dopo giorno, dai dati ufficiali forniti dal Ministero.

Non è obiettivo di questo blog discutere i dati ufficiali, tuttavia temiamo che una discrepanza eccessiva possa causare confusione nei lettori ed alterare più o meno significativamente le statistiche epidemiologiche. Siamo certi che il Ministero stia agendo a ragion veduta e dunque ci limitiamo a fare questa segnalazione senza alcuna intenzione di criticare l'operato degli enti preposti, che anzi ci sembra, pur nella comprensibile difficoltà, adeguato e riteniamo che la Sanità Italiana stia rispondendo con uno standard superiore alla media.

In base a dati parziali pervenuti all’Istituto Superiore di Sanità sono state vaccinate al 20 novembre circa 333.366 persone, sulla base della pianificazione della campagna prevista da ciascuna Regione.

In particolare le Regioni sono state sollecitate a vaccinare con la maggiore rapidità le donne al secondo e terzo trimestre di gravidanza e i soggetti dai 6 mesi ai 64 anni appartenenti alle categorie a rischio per patologie preesistenti, con priorità assoluta per i bambini appartenenti a tali categorie.

Oggi, lunedì 23 novembre, si è conclusa la quinta distribuzione di vaccino pandemico alle Regioni e Province Autonome; con la consegna di 749.000 dosi di vaccino in flaconcini multi dose, il quantitativo di vaccino recapitato a Regioni e Province Autonome ha raggiunto quota 3.891.951.

A metà della settimana in corsa avrà inizio la distribuzione di ulteriori 1.138.900 in flaconcini multi dose; ciò consentirà di raggiungere l’obiettivo concordato in Conferenza Stato-Regioni lo scorso 5 novembre, per la consegna di complessive 5 milioni di dosi in vario tipo di confezionamento entro la fine di novembre 2009 ai fini di una adeguata programmazione della offerta attiva della vaccinazione pandemica a tutti i soggetti a rischio individuati dalle Ordinanze ministeriali.

Entro la fine del mese di dicembre si prevede di consegnare complessivamente 10 milioni di dosi di vaccino pandemico.

VIRUS A (H1N1) 2009: MUTAZIONI E... MUTAZIONI


Il virus è mutato, e lo ha fatto in svariati paesi del mondo.

Iniziamo a fare un viaggio partendo dai punti certi e dalle notizie confermate, per addentrarci un po' più in profondità e cercare di capire quali possano essere le coseguenze.

Le notizie più concrete sulla mutazione provengono dalla Norvegia, dove, la mutazione è stata identificata come una variazione di un amminoacido alla posizione 222, un segmento del virus che coinvolge l’emoagglutinina, una proteina che potremmo definire come un "arpione".

L' emoagglutinina si trova sulla superficie esterna del virus e, finchè il virus resta al di fuori della cellula "bersaglio" la proteina conserva una forma appuntita, che potremmo immaginare simile a quella di "uno spillo".

Appena l'emoagglutinina entra in contatto con la membrana di una cellula ospite, si lega molecolarmente agli zuccheri delle glicoproteine che si trovano sulla superficie esterna della cellula da attaccare e tenta cotemporaneamente di aprirsi un varco forando la membrana cellulare.

Una volta perforata la barriera di protezione la punta dello "spillo" dell'emoagglutinina "si allarga" ad "ombrello" e si ancora saldamente all'interno della cellula ospite.

Raggiunta questa posizione la proteina inizia a contrarsi "raccogliendosi" su se stessa e provoca un avvicinamento delle due membrane (quella celluare con quella virale) fino ad ottenerne la fusione in una superficie sola. A questo punto l'RNA del virus è entrato nella cellula, che è stata infettata, ed è libero di spostarsi attraverso il citoplasma verso il nucleo per replicarsi.

Una partiolarità dei virus isolati in Norvegia che hanno subito questa mutazione è proprio quella di agganciarsi alle cellule delle vie respiratorie più profonde, e di attaccare direttamente gli alveoli polmonari. Da qui la possibilità di causare patologie più gravi come la polmonite virale primaria.

Mentre il virus A (H1N1) 2009, nella sua forma originaria, aveva come bersaglio principale le cellule di naso e gola e, solo occasionalmente attaccava direttamente i polmoni, il virus mutato parrebbe avere acquisito la possibilità di spingersi direttamente verso le basse vie respiratorie.

Questa mutazione può essere letta in due modi: da un lato renderà il virus in grado di provocare malattie più gravi, dall'altro dovrebbe abbassarne la contagiosità, perchè per iniziare a replicarsi il virus non si fermerà nelle prime vie respiratorie, ma tenterà di raggiungere i polmoni, rendendo di fatto meno agevole il contagio diretto.

Parrebbe che il virus mutato abbia conservato la sensibilità agli antivirali (oseltamivir e zanamivir) in uso contro il normale A (H1N1) 2009 e, almeno in prima analisi, potrebbe essere ancora contrastato con il vaccino pandemico in fase di somministrazione in quasi tutti i paesi.

Tentare un bilancio ora, delle conseguenze di questa mutazione è prematuro. Molto probabilmente i due virus coesisteranno ed il virus mutato, pur essendo più aggressivo, resterà meno diffuso essendo, almeno ad una prima analisi, meno facilmente trasmissibile.

Probabilmente la "mutazione Ucraina" potrebbe destare maggiori preoccupazioni.

A minuti pubblicheremo un secondo articolo su questa mutazione, dove però sono meno le certezze e più le supposizioni.

INFLUENZA "A" - IMPENNATA DEI DECESSI IN EUROPA


I dati ufficiali resi noti stamani dall'ECDC sono tutt'altro che confortanti: ci attendevamo una diminuzione del numero dei casi visto l'annunciato superamento del picco, eppure continua a salire il numero dei decessi.

Tutti e 27 i paesi membri della Comunità Europea e 4 paesi appartenenti all'area EFTA hanno segnalato casi di influenza pandemica dovuta al virus A (H1N1) 2009.

Nelle ultime sei settimane il numero dei decessi ha mostrato un trend in costante aumento ed è quasi raddoppiato ogni tre settimane.

In particolare l'aumento dei casi fatali è registrato nei paesi dell'Europa centrale ed orientale. Torneremo sull'argomento in un prossimo articolo che verrà pubblicato a minuti, al quale stiamo lavorando anche con l'aiuto di esperti stranieri per meglio indagare sulle conseguenze di una probabile mutazione riscontrata in Ucraina.

A brevissimo saremo online con nuove comunicazioni a riguardo.

domenica 22 novembre 2009

INFLUENZA "A" - 3 NUOVI DECESSI - MUTAZIONE VIRUS ANCHE IN ITALIA


L'Istituto Superiore di Sanità conferma che "Anche in Italia sono state osservate alcune mutazioni del virus H1N1, ma non si tratta di mutazioni di interesse clinico, ovvero legate ad un aumento della virulenza del virus o legate ad un cambiamento del genoma virale tale da poter influire sull'efficacia del vaccino antipandemico attualmente disponibile. Altri studi comunque sono in corso ed il monitoraggio è costante. Ma va anche sottolineato, che finora i casi di mutazione di H1N1 nel mondo sono stati sporadici e non legati tra loro, il che farebbe presupporre una bassa diffusività del virus mutato."

Il ceppo mutato in Italia e riscontrato in alcuni tra i pazienti ricoverati nei nostri ospedali, sarebbe già confluito, secondo le nostre informazioni, nelle banche dati genetiche mondiali per le opportune analisi.

La mutazione riscontrata nel ceppo Italiano sarebbe un semplice "drift" (vedi articolo: APPROFONDIMENTI SCIENTIFICI: SPIEGHIAMO MEGLIO IL CONCETTO DI MUTAZIONE DI UN VIRUS) dunque una mutazione relativamente frequente ed il cui impatto sulla patogenecità del virus dovrebbe essere moderato.

Dobbiamo purtroppo segnalare tre nuovi decessi causati dell'influenza A (H1N1) 2009: due a Padova, ed uno a Napoli. In Veneto dobbiamo registrare il decesso di una bambina di tre anni che soffriva di una patologia cardiaca congenita: nonostante fosse stata collegata alla macchina cuore-polmoni la piccola non ha superato le gravi complicazioni causate dall'infezione. Nella stessa città è mancato anche un cinquantanovenne già colpito da altre malattie.

A Napoli, nel reparto di terapia intensiva dell'ospedale Cardarelli, è mancato un quarantenne, che ad un primo riscontro risulterebbe non avere sofferto di alcuna patologia pregressa.

APPROFONDIMENTI SCIENTIFICI: SPIEGHIAMO MEGLIO IL CONCETTO DI MUTAZIONE DI UN VIRUS


La struttura dei virus influenzali non rimane costante nel tempo, al contrario il virus è di per sè instabile ed è spesso soggetto a mutazioni. Tipicamente i virus infettano una cellula ospite per moltiplicarsi.

Tutti noi sappiamo che il DNA umano (illustrazione a sinistra), contenuto dentro al nucleo delle cellule, è composto da una doppia elica avvolta su se stessa. Tutte le nostre caratteristiche genetiche sono memorizzate all'interno della doppia elica del nostro DNA. Il codice con il quale le "istruzioni" vengono immagazzinato nei nostri geni si basa tutto su una sequenza di 4 molecole dette basi: Adenina (identificata con la lettera A), Timina (lettera T), Guanina (lettera G), e Citosina (lettera C).

Ogni tipo di base presente su un filamento forma un legame con la base posta sul filamento opposto. Tale evento è noto come appaiamento complementare. Le basi seguono una regola rigida per i loro accoppiamenti: A può legare solo T e G può legare solo C (tipici legami: A-T, T-A, G-C, C-G). La sequenza di lunghe catene di basi secondo le regole sopra descritte contengono la trascrizione del nostro patrimonio genetico.


Il fatto che il DNA sia a forma di doppia elica e che i legami siano rigidi ed accoppiati garantisce la stabilità dei nostri geni ed il fatto che durante la duplicazione cellulare (quando il nostro DNA si "srotola" per "fotocopiarsi") non vengano commessi errori di trascrizione, perchè metà del nostro DNA funge da "codice di controllo".

I virus influenzali, al contrario, sono costituiti da solo RNA, che possiamo immaginare figurativamente come "mezza elica". Non sono accoppiati. L'RNA del virus entra nel nucleo della cellula ospite per duplicarsi. Per fare questa operazione il virus scompone il materiale nucleico del DNA della cellula ospite causandone la morte, e si serve dei "mattoni" ricavati dal DNA (A,T,G,C) per costruire una replica di se stesso.

A causa dell'assenza del codice di controllo, sono frequenti gli "errori" di copiatura del codice genetico del virus. In base ad alcuni studi si calcola addirittura che si compia un errore di inserimento circa ogni 10 migliaia di nucleotidi. Sembrerebbero tanti, però la lunghezza approssimativa del vRNA dell'influenza è proprio di 10.000 nucleotidi. Dunque, quasi ogni replicazione del virus dell'influenza dentro alla cellula ospite contiene una mutazione nel suo genoma.

Ecco perchè si dice che i virus siano sotanzialmente instabili ed imprevedibili. Le mutazioni sono tanto frequenti quanto imprevedibili, perchè non possiamo sapere, a priori, in quale punto del genoma virale verrà a crearsi "l'errore di copiatura" e quali caratteristiche assumerà il virus dopo la mutazione.

Sostanzialmente le mutazioni possono essere di due tipi: il "drift" antigenico e lo "shift" antigenico. Tutti i tipi di virus influenzali variano costantemente a causa del "drift" antigenico, ovvero una graduale modifica della sequenza degli aminoacidi dovuta all'accumularsi degli errori di copiatura ai quali abbiamo accennato sopra, mentre solo raramente si verifica uno "shift", ovvero una autentica "ricombinazione" che avviene quando due diversi virus infettano la stessa cellula. Nel caso dello "shift" alcuni frammenti dell'RNA appartenente al primo virus si mescolano con frammenti appartenenti al secondo, creando così un nuovo virus che potrà avere caratteristiche completamente differenti da quelle dei progenitori, oppure un mix tra le caratteristiche dei due virus che si sono mescolati dando origine ad un nuovo patogeno.

I virus influenzali di tipo "A" (come quello pandemico) sono più soggetti a mutare in entrambi i modi, mentre i virus di tipo "B" tendenzialmente subiscono soltanto dei "drift" antigenici.

Il "drift" antigenico coinvolge prevalentemente le glicoproteine di superficie, vale a dire emoagglutinina (HA) e neuraminidasi (NA) del virus dell'influenza.

Il "drift" antigenico è la principale delle mutazioni che rende possibile l'alternarsi di virus stagionali sempre differenti ed è il meccanismo alla base della diffusione delle normali epidemie invernali.

Quando un individuo viene infettato dal virus dell'infleunza inizia a sviluppare degli anticorpi contro il particolare ceppo di virus che ha contratto. Durante le varie replicazioni del virus all'interno delle cellule ospite avvengono dei piccoli spostamenti a livello dei nucleotidi che determinano lievi cambiamenti alla struttura delle glicoproteine superficiali. I virus usano questa tattica per "cammuffarsi" e continuare ad infettare gli esseri umani. Si tratta di un meccanismo naturale che il virus mette in atto per garantire la propria sopravvivenza.

Per prevenire le epidemie stagionali i ricercatori creano ogni anno vaccini la cui composizione viene stabilita sulla base di una sorveglianza virologica che monitora la diffusione dei virus a livello mondiale.

La ricombinazione virale che origina lo "shift" è alla base delle pandemie. Il virus che deriva da una mutazione di tipo "shift" antigenico è completamente nuovo, e, non essendo mai stato a contatto con le cellule ospiti (siano esse uomini od altri esseri viventi) trova i sistemi immunitari dei soggetti bersaglio del tutto impreparati e causa una malattia in genere altamente contagiosa come la pandemia attualmente in atto.

All'origine della pandemia da virus A (H1N1) 2009 c'è stato addirittura un triplo riassortimento di virus di origine aviaria, suina ed umana.

Ora si tratterà di capire se le mutazioni alle quali è andato in contro il virus pandemico A (H1N1) 2009 sono di tipo "drift" (come parrebbe sia accaduto recentemente in Norvegia), e dunque le caratteristiche del virus mutato non dovrebbero differire troppo da quelle del ceppo originario, oppure se si siano verificate anche mutazioni di tipo "shift" dalle conseguenze potenzialmente più severe, perchè potrebbero influire sulla efficacia dei vaccini e dei farmaci.

Team di ricercatori sono attualmente al lavoro per determinare entità e qualità delle mutazioni avvenute e provvederemo a fornire pronte informazioni in merito appena accertate le indiscrezioni che stanno proveniendo dalle località dove le prime mutazioni sono state isolate.

sabato 21 novembre 2009

H1N1 - I DATI UFFICIALI DEL MINISTERO AL 21 NOVEMBRE 2009


In base ai dati Influnet della 46° settimana (9-15 novembre) i casi di influenza settimanali stimati sono circa 752mila, che sommati ai casi registrati settimanalmente dall’inizio della sorveglianza (19 ottobre) danno un totale di 2.306.000 casi.

Le Regioni dove si registra la più ampia diffusione del virus sono le Marche con un incidenza del 2,9 per cento seguite da Emilia Romagna (1,8), Lazio (1,7), Abruzzo (1,6) e Campania (1,6).

I più colpiti sono bambini e adolescenti, da zero a 14 anni, con un’incidenza pari al 3,6 per cento (2,6 nei più piccoli da zero a 4 anni e 4,2 per cento dai 5 ai 14). Tra i giovani e gli adulti dai 15 ai 64 anni l’incidenza dell’influenza è dello 0,7 per cento mentre tra persone dai 65 anni in su è lo 0,1 per cento.

Le Regioni hanno segnalato fino ad oggi al Ministero 489 ricoveri in ospedale per complicanze, di cui 241 che richiedono cure di alta specializzazione e assistenza respiratoria.

Alle ore 17,00 del 21 novembre le vittime correlate alla nuova influenza A sono 70. Tale numero comprende i casi per i quali le autorità sanitarie regionali hanno confermato l’accertamento dell’infezione da nuovo virus A/H1N1. Tutti i soggetti tranne tre, presentavano gravi patologie pregresse.

Notizie di un numero maggiore di casi si riferiscono a pazienti deceduti per i quali viene posto il sospetto che abbiano avuto tale infezione, ma i risultati delle indagini di laboratorio per la conferma sono ancora in corso.

In base a dati parziali pervenuti all’Istituto Superiore di Sanità sono state vaccinate al 20 novembre circa 333.366 persone, sulla base della pianificazione della campagna prevista da ciascuna Regione.

In particolare le Regioni sono state sollecitate a vaccinare con la maggiore rapidità le donne al secondo e terzo trimestre di gravidanza e i soggetti dai 6 mesi ai 64 anni appartenenti alle categorie a rischio per patologie preesistenti, con priorità assoluta per i bambini appartenenti a tali categorie.

La quinta distribuzione di vaccino pandemico alle Regioni, cominciata nella giornata di giovedì 19 novembre, è stata già effettuata in 11 tra Regioni e Province Autonome; la consegna si concluderà lunedì 23 novembre.

Al termine della quinta distribuzione saranno consegnate 749.900 dosi di vaccino in confezioni pluridose. Complessivamente le dosi di vaccino pandemico consegnate alle Regioni saranno 3.891.951.

Entro la fine del mese di dicembre 2009 si prevede la consegna complessiva di 10 milioni di dosi.

L'OMS CONFERMA: IL VIRUS E' MUTATO


La notizia era nell'aria da alcuni giorni, le prime voci sono giunte a fine ottobre quando è iniziato un tam-tam tra ricercatori francesi, inglesi, tedeschi, ungheresi ed ucraini: scambi di e-mail, di opinioni, sequenze genetiche. Poi le prime conferme. Dall'inizio della settimana corrente i dubbi si sono gradatamente tramutati in certezze. In serata l'annuncio dell'OMS: Il virus è mutato.

Il Norwegian Institute of Public Health ha comunicato all'Organizzazione Mondiale della Sanità di avere scoperto una mutazione in tre virus di tipo H1N1. I virus sono stati isolati nei primi due pazienti deceduti in Norvegia ed in un paziente tuttora in gravi condizioni di salute.

I virus isolati che hanno mostrato questa mutazione continuano ad essere sensibili agli antivirali oseltamivir e zanamivir, e stando alle dichiarazioni fornite dall'OMS, i vaccini pandemici attualmente in uso conserverebbero la loro efficiacia.

Analoghe mutazioni sono state riscontrate in Brasile, in Cina, in Giappone, in Messico, negli Stati Uniti ed in Ucraina.

Virus con mutazioni sono stati rinvenuti in numerosi casi mortali, ma anche in alcuni casi di malattia conclamata non eccessivamente grave.

Queste le dichiarazioni dell'OMS.

Il celebre virologo Fabrizio Pregliasco, commentando la notizia diffusa dall'OMS ha dichiarato alla stampa che "la mutazione potrebbe incidere sull'efficacia del vaccino, riducendone la percentuale di protezione. Il virus è per sua natura mutevole ed instabile e bisognerà seguirne l'andamento, tuttavia, a meno che non si trasformi in un virus diverso, l'efficacia del vaccino non può essere del tutto vanificata".

Le mutazioni osservate sono molteplici ed è necessario che vengano approfonditi gli studi per stabilire quali potranno essere le conseguenze dal punto di vista della gravità o della contagiosità della malattia.

E' probabile che il virus mutato per il momento si limiti ad aree circoscritte, almeno in questa ondata pandemica il cui picco parrebbe essere stato appena raggiunto, tuttavia è assolutamente necessario proseguire con la prevenzione, l'attenzione, e soprattutto con il monitoraggio virologico per evitare che una eventuale nuova ondata tra fine dicembre e gennaio ci colga impreparati.

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