venerdì 15 gennaio 2010

Andamento dei decessi da influenza A/H1N1v


Nell’ultima settimana (4‐10 gennaio 2010) si sono verificati 6 decessi dovuti all’influenza A/H1N1v. Il grafico riporta tutti i 210 decessi registrati dall’inizio della pandemia (aggiornati al 10 gennaio) e l’incidenza delle sindromi influenzali per settimana, secondo le stime del sistema Influnet.

Il 40% delle persone decedute erano donne. L’obiettivo della sorveglianza dei decessi è conoscere e descrivere l’epidemiologia dei decessi dovuti all’influenza A/H1N1v in termini di possibili fattori di rischio legati a sesso, età, eventuali patologie specifiche o distribuzione geografica, oltre a monitorare eventuali cambiamenti nel corso della pandemia.


La distribuzione dei decessi per fascia di età indica che il 5% dei decessi è avvenuto in bambini e ragazzi sotto i 14 anni, mentre il 27% in adulti oltre i 65 anni di età. Le fasce di età più colpite sono, infatti, quella tra i 15 e i 44 anni (34% dei decessi) e quella tra i 45 e i 64 anni (34%).

La Regione più colpita è stata la Campania con il 25% di tutti i decessi, seguita dalla Puglia con il 16%, dalla Calabria, dal Lazio e dalla Sicilia con il 7%, e da Lombardia ed Emilia‐Romagna con il 6% circa di decessi ciascuna. Due Regioni (Valle d’Aosta e Sardegna) non hanno segnalato alcun decesso.

La curva epidemica, dopo aver arrestato la sua discesa, accenna ora a una lieve risalita


Durante la 1° settimana (4‐10 gennaio 2010), 871 medici sentinella hanno inviato dati sulla frequenza di sindromi influenzali tra i propri assistiti.

Il valore dell’incidenza totale è di 1,30 casi per mille assistiti, in lieve aumento rispetto a quello osservato nella settimana precedente (1,23 casi per mille assistiti).

Nella fascia di età 0‐4 anni l’incidenza è pari a 2,34 casi per mille assistiti, nella fascia di età 5‐4 anni l’incidenza è pari a 1,55, nella fascia di età 15‐64 anni è pari a 1,29 e tra gli adulti di età pari a 65 anni e oltre a 0,83 casi per mille assistiti.

La curva epidemica, dopo aver arrestato la sua discesa, accenna ora a una lieve risalita, dopo aver raggiunto il picco nella 46° settimana con un livello di incidenza pari a 12,88 casi per mille assistiti: un valore superiore al picco toccato in molte stagioni precedenti, tranne che nel 002‐2003 e 2004‐2005 (in quest’ultima stagione è stato osservato il livello maggiore di incidenza mai raggiunto negli ultimi dieci anni). Al momento è difficile prevedere se ci sarà un ulteriore incremento dell’incidenza nelle prossime settimane e solo i risultati virologici potranno stabilire quale sia il virus esponsabile dell’eventuale aumento.

Il grafico riporta l’incidenza totale e per fasce di età nell’attuale stagione influenzale e nelle dieci precedenti. Le prime due fasce di età (0‐4 e 5‐14) sono state accorpate poiché nei primi anni di sorveglianza il dato era disponibile solo in forma aggregata.

L’incidenza e l’andamento dell’epidemia: la sorveglianza Influnet (aggiornamento settimana 1 2010)


I dati del sistema Influnet presentano i risultati nazionali, elaborati dall’Istituto Superiore di Sanità, relativi alla sorveglianza epidemiologica delle sindromi influenzali. Come indica la tabella sotto, i casi stimati delle sindromi influenzali nella 1° settimana (4‐10 gennaio 2010) sono 78.000, per un totale di 4.103.000 casi a partire dall’inizio della sorveglianza sentinella Influnet (43° settimana: 19‐25 ottobre).


43° settimana 2009 (19-25 ottobre)270.000
44° settimana 2009 (26 ott-1nov) 558.000
45° settimana 2009 (2-8 novembre) 757.000
46° settimana 2009 (9-15 novembre) 773.000
47° settimana 2009 (16-22 novembre) 661.000
48° settimana 2009 (23-29 novembre) 399.000
49° settimana 2009 (30 nov-6 dic) 222.000
50° settimana 2009 (7-13 dicembre) 131.000
51° settimana 2009 (14-20 dicembre) 107.000
52° settimana 2009 (21-27 dicembre) 73.000
53° settimana 2009 (28 dic-3 gen) 74.000
settimana 2010 (4-10 gennaio) 78.000
Totale 4.103.000


lunedì 4 gennaio 2010

DATI EUROPEI ECDC: SETTIMANA 51 CASI IN AUMENTO, SETTIMANA 52 IN CALO


I dati forniti dall'ECDC confermano il "rialzo" della settimana 51, un po' come accaduto negli USA, ma evidenziano una forte discesa per quanto riguarda la settimana 52.

Occorrerà attendere il prossimo report per interpretare meglio questi dati, in quanto il dato dei casi fatali (329 nella settimana 51 nel territorio europeo) potrebbe coincidere con il raggiungimento del picco, seguito da una discesa dovuta alla diminuzione dei casi di contagio.

Il dato molto basso della settimana 52 potrebbe essere interpretato come fase discendente del picco. Potremmo però anche trovarci di fronte ad un effetto "festività" per cui la lettura della settimana 52 potrebbe risultare falsata a causa di comunicazioni incomplete da parte degli stati membri, fatto che parrebbe essere avvalorato dalla nota secondo la quale da Danimarca, Finlandia, Francia, Italia, Islanda, Polonia e Spagna parrebbero non essere stati ricevuti dati di aggiornamento.

La lettura incompleta sggerisce di attendere l'emissione di un prossimo bollettino prima di lanciarci in interpretazioni poco accurate.

domenica 3 gennaio 2010

DAGLI USA PRIMI SEGNALI DI RIACUTIZZAZIONE H1N1


Come atteso, dagli Stati Uniti d'America arrivano i primi cenni di ripresa dell'attività influenzale.

Se si tratti oppure no della attesa e temuta "terza ondata" (per gli USA) è presto a dirsi, ma alcuni indicatori rilasciati ieri dal CDC di Atlanta potrebbero indurci a pensarlo.

Il grafico pubblicato in questo articolo indica il numero di visite per ILI (influenza-like illness) negli USA e , pur essendo i più recenti disponibili, sono aggiornati alla settimana 51 (dal 20 al 26 dicembre 2009).

  • Il numero di visite mediche per influenza-like illness (ILI) è cresciuto drasticamente su tutto il territorio americano durante la settimana presa in esame. E' importante segnalare che si tratta della prima risalita di questo parametro dopo otto settimane consecutive di diminuzione.
  • Il numero di ricoveri ospedalieri (pazienti di ogni età) è rimasto sostanzialmente invariato rispetto alla settimana precedente.
  • La proporzione dei descessi dovuti a polmonite ed influenza (P&I) basato sulle rilevazioni di 122 città campione, è salito rispetto alla precedente settmana ed è tornato sopra ai livelli di guardia epidemici dopo essere sceso al di sotto della soglia di allerta nella settimana 50 per la prima volta in 11 settimane.
A livello internazionale il CDC di Atlanta conferma che i campioni di siero prelevati dai medici sentinella continuano a denotare una netta predominanza del ceppo pandemico A (H1N1) 2009 praticamente in tutto l'emisfero settentrionale, fatta eccezione per piccole percentuali di virus stagionali presenti nel sud-est asiatico.

A quanto pare, almeno per quanto riguarda la settimana 51, l'influenza stagionale continua a non diffondersi alle nostre latitudini, lasciando il campo libero al virus pandemico.

Sarà interessante seguire i report che verranno diffusi domani dall'ECDC europeo per fare un confronto con i dati ora ricevuti dal CDC USA e verificare come si sia evoluta la situazione nel "vecchio continente".

sabato 19 dicembre 2009

MINISTERO DELLA SALUTE: SALGONO A 178 I DECESSI CAUSATI DAL VIRUS A (H1N1) 2009


Con il comunicato n. 609 del Settore Salute del Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali vengono ufficialmente diffusi i seguenti nuovi dati:

Il dato complessivo dei decessi in base ad una riclassificazione, ancora in opera, da parte delle Regioni è pari a 178. Tale numero comprende i casi per i quali le autorità sanitarie regionali hanno confermato l’accertamento dell’infezione da nuovo virus A/H1N1.


Situazione in Italia

Totale vittime 178

Regione

Abruzzo 3

Basilicata 1

Calabria 13

Campania 46

Emilia Romagna 12

Friuli Venezia Giulia 2

Lazio 13

Liguria 3

Lombardia 12

Marche 3

Molise 4

Piemonte 12

Puglia 25

Sicilia 12

Toscana * 4

Umbria 3

Veneto 8

P.A. Bolzano 1

P.A. Trento 1

* i dati provenienti dalla regione Toscana sono ancora provvisori ed in fase di revisione.


Aggiornamenti

  • i nuovi casi stimati delle sindromi influenzali nella 50° settimana (7 – 13 dicembre) sono 132.000, per un totale di 3.777.000 casi a partire dal 19 ottobre quando è iniziata la sorveglianza Influnet della corrente stagione.

  • È stabile il numero degli accessi al pronto soccorso e quello dei ricoveri per sindrome respiratoria acuta, per tutte le fasce d’età.

  • Casi che hanno necessitato assistenza respiratoria al 18 Dicembre : 448

  • Percentuale dei casi che necessitano di assistenza respiratoria in rapporto al totale dei malati: 0,012

  • Nella 50° settimana (7 – 13 dicembre) sono state somministrate 35.305 dosi. Dall’inizio della campagna vaccinale,complessivamente sono state somministrate 749.842 prime dosi e 12.257 seconde dosi

  • In totale 7.423.851 le dosi di vaccino distribuite. È prevista, a partire dal 18 dicembre, la distribuzione di ulteriori 2,6 milioni di dosi di vaccini alle Regioni e Province Autonome.

  • Totale di casi stimati di influenza dall’inizio della pandemia al 18 dicembre: 3.777.000

  • Totale di vittime correlate alla nuova influenza A/H1N1 al 18 Dicembre: 178

  • Percentuale di vittime in rapporto al totale dei malati di nuova influenza A: 0,0047 per cento


giovedì 17 dicembre 2009

OMS: E' PRESTO PER DICHIARARE FINITA LA PANDEMIA


Il Dott. Keiji Fukuda, alto funzionario dell'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), ha dichiarato oggi nel corso di una conferenza stampa che:

"E' troppo presto per dichiarare la fine della pandemia di influenza A".

In questo momento assistiamo ad una estensione del contagio in aree quali la Francia, il Kazakistan, il Kirghizistan, la Repubblica Ceca, la Svizzera, e la Russia.

Allo stato attuale non possiamo fare previsioni sull'andamento della pandemia nel 2010.

"Pensiamo", continua il dott. Fukuda, "che virus A (H1N1) 2009 non scomparirà in breve tempo". Per questa ragione l'OMS si sta preparando ad inviare gratuitamente ai paesi in via di sviluppo le scorte di vaccino donate dai paesi più abbienti.

"E' importante" conclude il dott. Fukuda "continuare ad osservare da vicino la situazione nei prossimi mesi. L'inverno è ancora lungo e nessuno sa se da qui alla primavera potrebbe manifestarsi un'altra grande ondata di casi".

Il Dott. Keiji Fukuda, è stato dal 2006 al 2008, coordinatore del Global Influenza Programme dell' OMS; nell'ottobre 2009, confermato direttore del programma, è stato nominato Special Adviser dell' OMS per l'Influenza Pandemica.

Prima di approdare all'OMS, il Dott. Fukuda è stato capo dell'Unità Epidemiologica del CDC di Atlanta (USA) dove ha accumulato una grande esperienza nel campo della ricerca scientifica sui virus influenzali.

martedì 15 dicembre 2009

INFLUENZA "A" - 149 LE VITTIME CONFERMATE DAL MINISTERO IN ITALIA



Alle ore 17,00 del 15 Dicembre le vittime correlate alla nuova influenza A sono 149. Tale numero comprende i casi per i quali le autorità sanitarie regionali hanno confermato l’accertamento dell’infezione da nuovo virus A/H1N1.

Le Regioni hanno segnalato fino ad oggi al Ministero 811 ricoveri in ospedale per casi severi di influenza, di cui 439 hanno richiesto assistenza respiratoria.
Totale vittime149
Abruzzo3
Basilicata1
Emilia Romagna10
Lazio14
Liguria4
Lombardia9
Marche1
Molise3
Piemonte8
Puglia19
Sicilia11
Toscana4
Umbria5
Veneto8
P.A. Bolzano1

Si è conclusa l’8 dicembre la settima distribuzione alle Regioni e Province Autonome di vaccini pandemici. Le dosi consegnate alle Regioni e Province Autonome a partire dal 12 ottobre sono 7.423.851. Entro la fine di dicembre si raggiungeranno circa 10 milioni di dosi: è infatti prevista una ulteriore consegna, a partire dal 18 dicembre, di circa altre 2.600.000 dosi, in parte in confezionamento monodose.

lunedì 14 dicembre 2009

CONTAGIATO 1 AMERICANO SU 6 - INTERVISTA A THOMAS FRIEDEN, DIRETTORE DEL CDC DI ATLANTA


Parla il dott. Thomas R. Frieden, democratico, nominato dal Presidente Barack Obama 16° direttore del Centro per la Prevenzione ed il Controllo delle Malattie di Atlanta (USA), una delle istituzioni più autorevoli nel campo della sanità.

Il dott. Frieden, laueratosi presso la Columbia University, si è specializzato in malattie infettive presso la Yale University.

"Oggi rendiamo noto un aggiornamento sulle stime dei contagi, dei ricoveri ospedalieri e, purtroppo, dei decessi, provocati dall'influenza da virus A (H1N1) 2009 negli Stati Uniti d'America.

I dati che vi fornirò sono aggiornati al 14 novembre scorso. L'aspetto fondamentale che emerge dall'analisi dei dati è che rispetto alle normali influenze, l'H1N1 ha fatto ammalare, ricoverare in ospedale ed ha ucciso, molti più bambini e giovani adulti rispetto a quanto non accada durante le normali epidemie influenzali, che colpiscono piu' duramente gli over 65.

Il recente aggiornamento "Flu View" ha evidenziato come l'attuale ondata pandemica negli Stati Uniti sia in fase decrescente. Cosa accadrà dopo ce lo potrà rivelare solo il futuro.

Ci troviamo di fronte ad un futuro ambiguo. La stagione influenzale dura in genere fino a maggio. Interrogati su cosa accadrà nel paese nei prossimi mesi una metà degli esperti affermano che assisteremo, nel paese e nel mondo intero, ad un notevole aumento dei casi di contagio nel corso dell'anno; l'altra metà degli esperti sostiene che non sarà così. La verità è che non sappiamo cosa potrà accadere. Solo il tempo potrà rispondere ai nostri interrogativi.

Quello che vi posso dire è cosa è accaduto fino ad ora: noi stimiamo che negli Stati Uniniti si possano calcolare approssimativamente 50.000.000
casi di contagio, la maggior parte dei quali tra bambini e giovani adulti.

I ricoveri ospedalieri sono stati, fino ad ora, 200.000, un numero paragonabile a quello registrato durante le intere stagioni epidemiche trascorse (dunque molto più elevato del normale se consideriamo che la stagione influenzale è appena all'inizio). Purtroppo, fino ad ora, dobbiamo contare circa 10.000 morti, 1.100 dei quali in età pediatrica e 7.500 tra i giovani adulti.

Cosa significhino questi numeri lo potremo calcolare facilmente: il 15% dell'intera popolazione americana è stato infettato dal virus dell'influenza A (H1N1) 2009, vale a dire: un cittadino su 6 si è fino ad ora ammalato.

C'è una parte consistente della popolazione non immune che si potrà ancora ammalare nei prossimi mesi, ma non siamo attualmente in grado di fornire previsioni attendibili, vista l'estrema variabilità del virus ed il diverso modo di colpire all'interno di comunità e delle singole città."

Sebbene i numeri espressi dal dottor Thomas R. Frieden si riferiscano esclusivamente agli Stati Uniti d'America, possiamo confermare che anche in Europa e nella stessa Italia il virus pare non "impattare" in modo omogeneo su tutto il territorio rendendo estremamente difficoltoso il predisporre una stima per il futuro, tuttavia molti esperti europei ed italiani convengono nel considerare estremamente probabile l'arrivo, a gennaio, di una prossima ondata pandemica.

INFLUENZA "A" - RAPPORTO ECDC: IN EUROPA ANCORA IN CRESCITA. IN AUMENTO FORME RESISTENTI AGLI ANTIVIRALI


Nonostante in alcuni paesi (ed in particolar modo l'Italia) l'ondata pandemica sia in evidente attenuazione, a livello europeo la curva delle vittime mostra ancora una crescita, anzi, nell'ultima settimana parrebbe avere risentito di una accelerazione rispetto alle tre settimane precedenti.

Il numero di decessi registrati nel corso della settimana 50 nei paesi della Comunità Europea e dell'area EFTA è pari a 267. Quelli della settimana 49 erano 208, mentre i casi fatali registrati nella settimana 48 erano 183 contro i 179 della settimana precedente.

La settimana 50 è la sesta settimana consecutiva in cui si segnala un aumento nel numero delle vittime causate dal virus della nuova influenza A (H1N1) 2009.

Il bollettino settimanale "Weekly Influenza Surveillance Overview" che riassume i dati raccolti dalla rete European Influenza Surveillance Network (EISN) nella settimana compresa tra il 30 novembre ed il 6 dicembre 2009. Dalla lettura del rapporto si desume che in molti paesi l'ondata pandemica non si è ancora del tutto attenuata, stabilizzandosi su livelli intermedi, mentre nove paesi (soprattutto quelli del nord est e dell'est europeo) segnalano una attività delle sindromi influenzali da elevata a molto elevata.

Il ceppo pandemico A (H1N1) 2009 continua ad essere riscontrato nel 99% di tutti i campioni sottotipizzati dalla rete di medici sentinella.

Rispetto ai precedenti rapporti è salita la percentuale dei campioni che presentano resistenza all'oseltamivir (attualmente le forme resistenti a questo antivirale rappresentano l'1% dei virus isolati dall'EISN).

In 11 paesi appartenenti alla rete si sta diffondendo, parallelamente al ceppo pandemico, il Virus Respiratorio Sinciziale (VRS), responsabile di alcune delle forme acute di sindrome respiratoria nei bambini. Nelle zone temperate il maggior numero delle infezioni da VRS si concentra nel periodo compreso tra gennaio e febbraio. Quest'anno il VRS ha fatto la sua comparsa in anticipo rispetto agli anni precedenti. La precoce diffusione del VRS dovrà essere monitorata con attenzione da parte delle autorità sanitarie dei singoli paesi.

Condividi :